Parlare di religione ci porta ad usare un certo rispetto che in altre materie non è richiesto; mettere in dubbio il sacro spirito dell'assistenzialismo cattolico potrebbe sfociare nella blasfemia ma, considerando che noi tutti paghiamo le tasse, più che di trascendenza dovremmo occuparci di puro e vile denaro, verso il quale i religiosi tanto si accaniscono per liberare noi peccatori delle tentazioni.
Il Ministero delle Finanze, già restio a fornire statistiche sui proventi che l'8x1000 fornisce alla Chiesa Cattolica, comunica i dati alle sole confessioni religiose, che ne danno notizia con estrema riluttanza.
Le ultime comunicazioni ufficiali e definitive si riferiscono incredibilmente alle dichiarazioni dei redditi del 2003 (redditi 2002).
Questa la distribuzione:
89,16% Chiesa Cattolica
8,38% Stato
0,55% Valdesi
0,39% Comunità Ebraiche
0,27% Luterani
0,22% Avventisti del settimo giorno
0,07% Assemblee di Dio in Italia
Si noti che, in tale occasione, su oltre trenta milioni di contribuenti solamente il 39,52% ha espresso un’opzione: solo il 35,24% della popolazione, quindi, ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica.
Per dare un’idea dell’enormità della cifra corrisposta grazie a questo meccanismo, la Conferenza Episcopale ha disposto nel 2006 di contributi per 930 milioni di euro.
