I fatti narrati spaziano dall’epoca di Nerone a quella del giovane imperatore Eliogabalo, terminando con un ritorno al passato, alle guerre civili tra Italici e Romani durante il periodo della Roma repubblicana nel I sec a.C.
Ma vediamoli nel dettaglio...
ROMA IN FIAMME di Franco Forte
Ritornano Franco Forte e la sua capacità di coinvolgere e rapire il lettore, attraverso uno stile chiaro e scorrevole, ma allo stesso tempo ricco di particolari: il mondo che Forte ci descrive, quello di Nerone, risulta così impregnato di sfarzi ed eccessi del lusso.
La trama di Roma in fiamme ripercorre l’infanzia dell’Imperatore e il rapporto con la madre Agrippina Minore che, assassinato il marito Claudio, permette a Nerone di salire al potere. Durante il quinquiennium Neronis, guidato dal filosofo Seneca, Nerone si distingue dalla madre adottando a più riprese misure benefiche per il popolo di Roma, ben conscio che il potere imperiale dipende dal gradimento della città per la sua persona. Subito dopo questo periodo di splendore, inizia una fase di decadenza che culminerà con il famoso incendio, che devasta il cuore dell’Urbe. Le polemiche nei suoi confronti si infittiscono quando iniziano i lavori di costruzione della Domus Aurea, edificata proprio sulle ceneri della Roma arsa dalle fiamme.
Nonostante la controversa personalità dell’Imperatore, Franco Forte adotta il punto di vista di molti storici moderni che descrivono Nerone non come un pazzo sanguinario, ma come un sovrano attento alle necessità del popolo, refrattario all’azione bellica e più incline alla diplomazia, nonché cultore delle arti e del piacere. Il ritratto che Forte ci presenta è dunque quello di un sovrano che incanta il popolo di Roma con le sue doti di citaredo e cantante, ma allo stesso tempo è vittima forse di quell’aristocrazia insofferente ai suoi eccessi.
IL SOLE INVINCIBILE di Claudia Salvatori
Siamo nel III secolo d.C.: l’Impero Romano è un crogiuolo di razze, etnie e culture differenti. La dinastia al potere è quella dei Severi. Dopo Settimio Severo e Caracalla, succede al trono Vario Avito Bassiano, di origine siriana, che per diritto eredita il titolo di alto sacerdote del Dio Sole di Emesa, sua città di origine.
Il giovanissimo imperatore (aveva 15 anni al momento dell’incoronazione), chiamato anche Eliogabalo, si distingue subito per la sua rottura con le usanze romane e per le intemperanze sessuali e mistiche. Il sogno di Eliogabalo, infatti, è di fondere tutti i culti presenti nell’Impero in una grande fede con al centro la sua figura. Un unico Impero, dunque, e un’unica fede: idea che precorre ciò che accadrà con l’affermazione del cristianesimo.
Per inseguire tale sogno, Eliogabalo rompe tutte le tradizioni romane, sposando prima una sacerdotessa di Vesta, Aquilia Severa, e legandosi poi a Ierocle, auriga nato in schiavitù. Ciò lo porterà alla inevitabile morte a soli 19 anni, a cui seguirà anche la damnatio memoriae.
Claudia Salvatori ci guida attraverso la vita di questo giovane, descrivendo lussi e sfrenatezze di un imperatore che voleva essere il Dio di tutti. Tuttavia, la narrazione indugia talvolta in un’eccessiva vena descrittiva e i dialoghi dei personaggi non sono certo entusiasmanti. Nonostante la vicenda sia nel complesso molto interessante, alla Salvatori manca la capacità di coinvolgere il lettore.
IL SANGUE DEI FRATELLI di Emma Pomilio
Il Romanzo di Roma si conclude ad anello con la scrittrice che aveva dato inizio alla saga, ovvero Emma Pomilio, che immerge il lettore nella storia più antica dell’Urbe. Siamo nel I secolo a.C.: in Italia impazza la guerra fratricida tra Italici e Romani per il riconoscimento della cittadinanza a tutti i popoli italici alleati di Roma.
Il protagonista del libro è un giovane schiavo di nome Fausto, che somiglia in maniera inequivocabile al suo padrone e quasi coetaneo Marco, esponente della famiglia dei Livi Drusi. Quando iniziano gli scontri tra le due fazioni, Tito Livio Drusio, il capofamiglia, viene ucciso e Marco e Fausto sono costretti a scappare da Roma per avere salva la vita. Le vicende che costellano la fuga dei due giovani mettono in risalto l’inettitudine di Marco, che con il suo comportamento irresponsabile mette in pericolo tutta la famiglia. Così, in un momento di ira, lo schiavo Fausto lo uccide.
Per la sua incredibile somiglianza, Fausto viene però scambiato per il giovane padrone morto e da quel momento finge di essere Marco, fino al ritorno a Roma e al momento in cui dovrà affrontare la famiglia dei Livi Drusi, che vivono ancora in città sotto protezione.
Con la sua scrittura ricca di particolari Emma Pomilio ci descrive la Roma antica senza mai risultare opprimente. La scrittrice ci conduce tra i vicoli della suburra dove vivono bambine prostitute, nelle case dei patrizi dove la promiscuità con gli schiavi crea nuove generazioni, e nel foro, sede della vita pubblica dell’Urbe. La Pomilio arricchisce le conoscenze del lettore attraverso una visione a tutto tondo del popolo da cui noi tutti proveniamo, un popolo multiculturale, meticcio, che ancora oggi influenza il nostro modo di vivere e pensare.
