Non è un racconto dei nostri tempi in chiave paradossale ma un libro di G.Orwell pubblicato nel 1949 considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.
Attraverso il Grande Fratello, l’occhio che spia, il governo dell’Oceania controlla le menti dei cittadini, diffondendo notizie e recependo reazioni. E con l’ausilio della delazione la società riesce ad eliminare i potenziali rivoltosi e rivoluzionari. Il dominio perfetto del Grande Fratello si esprime sulle coscienze, sui pensieri, sulla volontà, tramite un controllo massiccio esercitato dagli schermi televisivi, in grado di funzionare come telecamere. Questo totale controllo non ammette sgarri, non ammette pensieri considerati non ortodossi come l’amore, il ragionamento autonomo o perfino i ricordi. E’ una società dove l’uomo è annullato e a vivere è solo il Partito, in un delirio di potere che non presenta nessuna falla e nessun punto debole.
La società è inoltre dominata dai quattro ministeri:
il Ministero della verità per l’informazione, l’educazione e le belle arti;
il Ministero dell’abbondanza per l’economia e il razionamento dei viveri;
il Ministero dell’amore per mantenere l’ordine ed esaltare l’odio contro i nemici;
il Ministero della pace addetto alle operazioni di guerra.
Il protagonista dell’opera, Winston Smith è un dipendente del Ministero della verità, ed ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua in modo tale che la gente non riesca ad avere una verità costante della realtà. Anche se dipendente del governo, Winston è un uomo dotato di una profonda sensibilità, e nonstante venga tenuto costantemente sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”.
Non è facile leggere questo libro che ha ben poco di romanzesco e che per lunghi tratti si potrebbe etichettare come un saggio di storia particolarmente ispirato e lungimirante; non è facile perchè, nonstante sia stato scritto più di mezzo secolo fa, è tremendamente attuale e non risparmia nulla all’intelligenza e la costringe a porsi precise domande sulla società in cui viviamo.
Durante la lettura, ci si ritroverà sempre nel fare analogie con il nostro presente. Anche se fatti, cose e persone raccontati da Orwell sono diverse da quelli della nostra realtà, si intuirà che il nostro mondo è concettualmente identico a quello descritto nel libro, e le idee che lo muovono sono le stesse. Orwell ha saputo insomma prevedere alcune preoccupanti linee di sviluppo della società di massa, ne ha saputo mostrare i rischi e le conseguenze: un libro, come tra le righe ammette lo stesso scrittore inglese, che forse non ci dice nulla che già non sappiamo, ma che ci permette di certo di riordinare i pensieri e di guardare la situazione dalla dovuta distanza, per comprenderne meglio i nessi e le caratteristiche.
George Orwell, il cui vero nome è Eric Arthur Blair, è nato in India nel 1903 e morto nel 1950. Il suo nome è legato soprattutto alla pubblicazione di Animal Farm (La fattoria degli animali) e 1984.
