Catalucci è un consigliere comunale di Ascoli della "Sinistra Unita" e il suo annuncio è stato fatto il 30ottobre.
La fabbrica a cui si fa riferimento è la Ahlstrom (ex Mondadori), una cartiera che si trova ad Ascoli Piceno. La fabbrica fa parte del Gruppo finlandese Ahlstrom e quotidianamente produce carte speciali e per imballo flessibile.
La Ahlstrom ha deciso di lasciare sulla strada 200 operai, 200 famiglie e spostare la sua produzione magari in qualche paradiso dello sfruttamento. La situazione si è poi aggravata il 6 novembre quando la Ahlstrom ha ufficializzato la vendita avvisando che al momento non c'erano compratori.
A seguito dell'annuncio il consiglio sindacale della ex-cartiera giustamente si è allarmato al punto da proporre la più sensata delle proposte e cioè l'autogestione.
Da qui siamo arrivati al famigerato Turbogas. Rossi (il presidente della provincia di Ascoli) venuto a conoscenza della situazione ha affermato "Lo sconcerto è ancora piú amaro in considerazione dell'intensa attività che la Provincia stava conducendo in queste settimane per approdare ad una soluzione che cambierebbe drasticamente le condizioni economiche della produzione in quell'azienda. Infatti proprio nei giorni scorsi abbiamo incontrato i referenti di una società italiana a capitale prevalentemente svizzero che hanno presentato un progetto per realizzare una centrale elettrica a cogenerazione, cioè che produce energia elettrica e calore, da ubicare nelle vicinanze dello stabilimento Ahlstrom".
Credeva di fare come i Torinesi ma a quanto pare alla Ahlstrom non importa una tale soluzione.
Ora da come sembra però il Turbogas si farà.
La finalità dovrebbe essere quella di dare un valore aggiunto alla cartiera (beneficerà di un minor costo energetico) in modo da trovare un compratore.
La centrale turbogas secondo alcuni avrà un impatto sul territorio limitrofo: in termini di variazioni del microclima, di ricaduta al suolo di inquinanti chimici, di contaminazione dell'aria. Si avranno danni economici per influenze sul settore edilizio ed agricolo e ricadute sulla salute di tutti i cittadini dei comuni limitrofi.
Per altre correnti di pensiero invece rappresenta una delle alternative più pulite di creazione di energia.
La struttura, a quanto sembra, sorgerà sull'area del fronte dell'asse attrezzato, di fianco alla piazzola di sosta che fiancheggia il Centro Sportivo.
Il corriere adriatico ha scritto "I consumi di metano previsti 140 milioni di metri cubi rappresentano 7 volte i consumi di metano della città di Ascoli (riscaldamento civile , aziende della zona industriale ed ospedale esclusi). La Cartiera probabilmente assorbirebbe il 10% del calore prodotto, la Cartiera è il maggiore utilizzatore di metano tra le industrie (circa 14milioni di mcubi) le altre ( a distanza utile per un eventuale impianto di teleriscaldamento) sommate non raggiungerebbero i 10milioni di metricubi."
Ora le domande finali a cui vorrebbe dar risposta:
1)Perché un impianto così grande?
2)Perché favorire ancora le multinazionali? La Rätia Energie è il gruppo svizzero che si occuperà della costruzione della centrale.
2)Quali saranno i rischi sulla popolazione?
3)Perche la Rätia Energie dovrebbe far pagare di meno l'energia alla cartiera?
4)DOV'E' IL PIANO AZIENDALE DELLA CARTIERA(occupati, consumi, forniture a chi, ristori ambientali)?
Il 30 novembre ci sarà il consiglio provinciale. Rossi parlerà del progetto. Vedremo se risponderà a queste domande.
PS: 10 anni fa la Merloni di Comunanza(AP) (oggi Indesit) propose la creazione di una centrale di cogenerazione. La protesta della popolazione locale bloccò il progetto
Tratto da Indymedia Abruzzo
