Festa Sinistra e Libertà Pescara
Settembre 1st, 2010


PD PortaNuova Pescara
Settembre 1st, 2010

Lavorare in Val Vibrata
Giugno 18th, 2010
La crisi occupazionale, come una bestia ancestrale delle più terribili, morde il nostro territorio come non mai.
Una crisi che per la Val Vibrata ha radici molto più profonde e parte non da quella che è stata per tutti la crisi economica di statunitensi memorie, ma dalle nuove leggi, o meglio, dalla “deregulation” che il mercato ha imposto su base mondiale e globale dalla metà degli anni ‘90.
Di crisi dalle nostre parti se ne parla già da parecchio tempo; possiamo simbolicamente dire che il nostro sistema economico e produttivo è entrato nel tunnel nei primissimi anni del nuovo millennio.
E la crisi mondiale che oggi investe tutti è stata per noi solo la mazzata finale a un sistema già martoriato da tempo.
All’inizio ci fu la crisi delle piccole e medie imprese manifatturiere vibratiane, sfiancate da una concorrenza per molti versi sleale da parte di imprese di mercati esteri emergenti.
A questo punto le nostre imprese si sono trovate a un bivio e sono state messe nelle condizioni di scegliere: o investire in ricerca e innovazione, garantendo prodotti di qualità migliore, o giocare sullo stesso terreno delle contendenti.
Vi lascio indovinare quale è stata la scelta per tante e troppe imprese.
Per molti sembrava più conveniente allearsi con il diavolo invece di combatterlo.
E allora via a una corsa senza freni verso una vera e propria “prostituzione intellettuale del made in italy”.
Il giochino era semplice e funzionava così (e funziona anche oggi per molte realtà):
Obiettivo: Realizzare lo stesso prodotto venduto allo stesso prezzo con spese minori che vengono tramutate in profitto. Come?
-
Risparmiando sulla scelta dei materiali utilizzati (in barba all’innovazione e al miglioramento della qualità del prodotto);
-
Risparmiando sulla manodopera (che per il manifatturiero è uno dei titoli di spesa più oneroso) subappaltando commesse e intere produzioni a cottimisti extracomunitari che lavorano molto, troppo spesso in laboratori senza il rispetto delle minime regole contrattuali e relative alla sicurezza.
Il punto 2 si è successivamente raffinato spostando l’intera produzione direttamente in quegli stati extraeuropei da dove arrivava la manodopera a basso costo, riducendo gli stabilimenti italiani a semplici uffici di controllo della qualità e di sostituzione delle targhette di produzione.
Da queste acute e lungimiranti scelte imprenditoriali sono nati i problemi del nostro territorio: sensibile diminuzione del potere di acquisto di tutti i vibratiani, disoccupazione.
Il resto lo ha fatto la crisi mondiale mettendo nel calderone delle restrizioni anche quelle piccole e medie imprese guidate da persone serie che invece di cercare la strada più facile hanno scelto di perseguire la strada più giusta cercando di investire e migliorare così la qualità del proprio prodotto.
Imprenditori seri che si sono ritrovati la porta sbattuta in faccia da tutte le banche dalle quali cercavano un aiuto finanziario per andare avanti nel breve periodo.
Non è un caso che con tali premesse la nostra valle, ma anche la Val Tronto, sia stata travolta dalla crisi industriale. Molte aziende di medie dimensioni si sono viste diminuire i loro introiti a causa della carenza di commesse, creando un “effetto domino” sulle piccole aziende, in gran parte terziste.
La situazione internazionale ha fatto si che alcune multinazionali ridimensionassero i loro stabilimenti fino ad arrivare in alcuni casi alla chiusura.
Basti pensare alla Val Tronto: Manuli, Samp sistemi, Ykk, Novico… tutte grandi aziende con centinaia di lavoratori impiegati fino a qualche anno fa: la loro chiusura o ridimensionamento hanno conseguenze disastrose anche per la Val Vibrata, sia per i lavoratori direttamente impiegati, sia per le ditte dell’indotto.
Aggiungiamo anche la difficoltà dei privati ad avere un sostegno dal pubblico: si ha l’impressione che le amministrazioni statali non posseggano strumenti adeguati per affrontare in maniera efficiente e rapida la crisi industriale.
Il risultato di tutto ciò è stato lo sgradevole record ottenuto dalla provincia di Teramo, oggi prima provincia d’Italia per quanto riguarda l’aumento delle ore di cassa integrazione: Teramo (+431,5 %).
Questa realtà la pagano ovviamente i soliti: I giovani che si vedono sempre più ridurre le offerte di lavoro e quando ce ne sono spesso sono in nero; le famiglie il cui reddito scende e con esso la possibilità di pagare la miriade di servizi indispensabili (spese per i figli, la casa, l’auto….);i disabili che hanno necessità di assistenza; i meno abbienti; gli enti locali che hanno sempre meno soldi da destinare ai servizi sociali; gli extracomunitari i primi a cadere nel lavoro nero.
Quello che veramente si dovrebbe fare è lavorare su politiche destinate alla crescita.
Anche se sembra una eresia in questo periodo di crisi mondiale, l’unico modo per uscire da questo vortice è fare un salto in avanti nel nostro modo di pianificare il futuro.
Stiamo parlando della creazione di politiche che aggreghino le varie realtà economiche locali presentandosi al mondo insieme, permettendo alle aziende di far crescere l’innovazione che possono dare i giovani e sostenendo con soldi veri e piani di rilancio i settori in crisi.
LIBERTA’ DI VOLARE
Maurizio Acerbo - Comunicato stampa
Giugno 17th, 2010
Regione Abruzzo: Approvata norma salva-recinzioni abusive
Mentre l’Abruzzo soffre le conseguenze del debito sanitario, del terremoto e della crisi economica, il centrodestra approva porcate in Consiglio Regionale.
Per l’ennesima volta è stato riproposto e questa volta approvato l’emendamento a firma Menna (UDC), Tagliente e Prospero allo scopo di sanare le recinzioni degli stabilimenti che non si sono adeguati alla normativa vigente.
Il trio di consiglieri regionali vastesi ha così sanato la situazione di quegli stabilimenti che hanno rifiutato di adempiere alle ordinanze comunali.
E’ emblematico che i proponenti abbiano richiesto che la votazione avvenisse in modo segreto.
Ricordo che questi balneatori hanno già perso in sede di giustizia amministrativa e che il divieto è previsto nel Piano Demaniale Marittimo regionale.
Si tratta di una porcata non solo nei confronti del demanio marittimo e della sua salvaguardia paesaggistica, ma anche dei balneatori di tutta la costa abruzzese che hanno rispettato le leggi.
Esprimo la massima solidarietà al sindaco di Vasto Luciano La Penna che in questi anni ha agito meritoriamente per il ripristino della legalità sul demanio marittimo.
Mentre il centrodestra regionale scodinzola alla corte di Berlusconi rinunciando a difendere i diritti degli aquilani, usa il potere legislativo per delegittimare gli enti locali che fanno il proprio dovere.
A questo punto non c’è nulla di buono da aspettarsi dalla revisione del PDM a cui lavora l’assessore Di Dalmazio.
VORREI SOTTOLINEARE LA PORTATA DEVASTANTE DELL’EMENDAMENTO APPROVATO.
Non solo si sanano le recinzioni degli stabilimenti che non hanno adempiuto alle prescriszioni normative rimuovendo le recinzioni realizzate prima dell’entrata in vigore del PDM:
“Sono fatti salvi i sistemi di protezione esistenti, autorizzati antecedentemente
alla data di approvazione del Piano demaniale Marittimo”
(in sintesi chi non si è messo in regola).
Ma nell’emendamento è stata introdotta una norma di cui si potranno avvalere tutti gli stabilimenti balneari della costa abruzzese con effetti sulla vista mare a dir poco osceni:
“Gli stabilimenti possono delimitare, con sistemi di protezione a giorno non impattanti (sic!), di altezza non superiore a metri 1,80, un’area circostante la struttura principale: il sistema di protezione dovrà essere posto a una distanza non superiore a 10 metri dal perimetro della struttura principale”.
Praticamente ogni stabilimento potrà trasformarsi in un fortino aumentando a dismisura la chiusura alla vista dei cittadini delle nostre spiagge.
Praticamente il nuovo PDM regionale l’ha già fatto il trio vastese. L’assessore Di Dalmazio che ha avallato questa operazione dovrebbe avere il buon gusto di rimettere il mandato.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC
Resoconto festa del 1 Maggio 2010
Maggio 7th, 2010
L’ Associazione culturale Libertà di Volare di Ancarano -TE- ha organizzato in data 1 Maggio 2010, presso l’auditorium comunale, il consueto evento dedicato alla festa dei lavoratori, giunto ormai alla 6° edizione si è suddiviso in due momenti diversi della giornata.
Alle ore 18.00 si è tenuto un incontro-dibattito a cui hanno partecipato i seguenti ospiti:
Claudio Ruffini - Consigliere regionale Abruzzo
Antonio Canzian - Assessore per il Piceno regione Marche
Mauro Scarpantonio - Sindaco di Controguerra
Pietrangelo Panichi - Sindaco di Ancarano
Emanuela Loretone - Segreteria CGIL Teramo
Durante il dibattito sono state proiettati spezzoni del documentario, in fase di lavorazione da parte della stessa associazione, “La crisi non esiste – Val Vibrata Val Tronto in presidio permanente” , in cui lavoratori di aziende in crisi nel Piceno e nel Teramano dicono la loro sulla realtà industriale delle 2 valli di confine. L’idea dell’associazione era di promuovere un confronto diretto tra politici locali e mondo del lavoro attraverso appunto le parole di chi produce, ogni giorno, la ricchezza del nostro territorio.
Da rilevare c’è stata la forte presa di posizione dell’ Assessore Canzian che, d’accordo con il Consigliere Ruffini, si è impegnato a fare pressione sul suo corrispettivo abruzzese per lo sblocco dell’accordo ValVibrata-ValTronto riguardante i finanziamenti per il rilancio industriale. Accordo firmato ormai da 2 anni ma ancora non messo in pratica.
A detta degli ospiti lo strumento più “rapido” che possa portare ossigeno al tessuto industriale delle 2 valli, dopo mesi di crisi economica che continua a logorare in maniera preoccupante la tenuta sociale del territorio.
Per quello che riguarda la Val Vibrata inoltre lo stesso Ruffini ha denunciato la completa assenza di un programma organico di incentivazione dell’economia locale da parte della Regione Abruzzo. Servono azioni che possano rilanciare l’idea dei distretti industriali, l’innovazione tecnologica delle imprese in crisi e uno sviluppo coerente e sostenibile del territorio.
La bocciatura della proposta dei FAS della Giunta regionale da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico è il segnale evidente che manca una programmazione politica organica di rilancio della nostra Regione.
Alle ore 21:30 c’è stato il tradizionale festival musicale di gruppi emergenti delle 2 province, si sono esibiti in ordine:
Mestruophagia -TE-
Post -TE-
Zoodiva -AP-
Cosmychaos -TE-
Lo scopo di “Libertà di volare” è quello di promuovere la cultura locale e di avvicinare il mondo giovanile ai temi del lavoro e dei diritti, attraverso attività come questa del 1° Maggio, incontri tra esponenti della cultura locale e cittadinanza, proiezione di documentari tematici e altro….
Ringraziamo tutti coloro che ci sostengono e partecipano alle nostre iniziative.
Ricostruire L’Aquila in modo sostenibile si può! E costa meno!!!
Aprile 17th, 2010
Comitati cittadini, CNA L’Aquila e AzzeroCO2 preparano una proposta per le Istituzioni
L’Aquila, 17 aprile 2010
Ad un anno dall’evento che ha cambiato il mondo, almeno per gli aquilani, il Comitato 3e32 in collaborazione con CNA L’Aquila ha organizzato il 15 aprile scorso una giornata di studio presso l’Auditorium dell’ANCE sulle possibilità concrete di sfruttare la tragica situazione odierna per ricostruire L’Aquila più sostenibile e vivibile di prima del sisma. E si è scoperto che costa di meno!
Da studi presentati dal Collettivo 99 è emerso che ad es. un condominio di ca. 560 mq, costruito negli anni ’60 e classificato “E” per i danni ricevuti a causa del sisma, una spesa di ca 120.000 € (ma fatta in sede di riparazione danni, altrimenti i costi salgono sensibilmente!) per la sua riqualificazione energetica (miglioramento dell’efficienza energetica e produzione di energia da fonti alternative) porterebbe ad un risparmio per lo Stato (in termini di riduzione economica dell’incentivo concesso, emissioni di CO2, ecc.) di oltre 15.000 € e per le famiglie residenti nell’edificio di quasi 13.000 € (grazie alla riduzione della spesa per la riqualificazione energetica contestuale alla riparazione dei danni, nonché risparmi sui consumi di gas ed elettricità).
Inoltre, come spiegato da AzzeroCO2 (associazione europea per lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili), il costo dell’intervento potrebbe essere ancora minore se si formassero dei “Gruppi di Acquisto” di decine di condomini, che potrebbero spuntare prezzi di mercato sensibilmente più bassi, visto l’alto quantitativo (di pannelli fotovoltaici, di materiali isolanti, ecc.) richiesto.
Se questo miglioramento della prestazione energetica di un edificio venisse favorito da sistemi di certificazione riconosciuti dal mercato, ciò implicherebbe automaticamente una crescita del valore dell’immobile, e quindi un investimento che avrebbe ritorni non solo a breve termine, ma anche sul lungo.
E’ per questo che alla giornata di studio sono stati invitati alcuni rappresentanti della Regione Piemonte, che hanno presentato la decennale esperienza di applicazione del Protocollo “ITACA” nell’edilizia pubblica e privata di quella regione. Il protocollo, sviluppato per conto della Conferenza delle Regioni italiane e adottato ad oggi dalla metà di loro (ma non ancora dalla nostra, purtroppo) rappresenta un sistema avanzato e molto flessibile di catalogazione in varie “classi” della prestazione “ambientale” di un edificio, misurando non solo gli aspetti legati all’energia ma anche il ciclo dell’acqua, l’applicazione della domotica, il comfort, gli impatti ambientali, ecc., in poche parole la qualità della vita misurabile all’interno dell’edificio.
Infine è stato approfondito l’impatto economico ed occupazionale che potrebbe avere lo sviluppo di una diffusa riqualificazione degli edifici all’Aquila: con l’aiuto della soc. coop. “Energetica” di Roma sono state affrontate tutte le possibili ricadute sugli studi di progettazione, sulle imprese edili, sul settore dell’artigianato, sugli impiantisti, sui certificatori i quali sono pronti, grazie anche al supporto della CNA nell’aspetto strutturale ed innovativo e nella formazione, a riconvertirsi a questo crescente mercato, che costituisce uno degli assi portanti della tanto vagheggiata “green economy”.
Ed infine ci sono alcune imprese produttrici (di pannelli solari, di materiali isolanti, ecc.) che hanno manifestato il loro interesse ad aderire ad un Accordo di Programma, dove a fronte di un impegno dello Stato a finanziare questa grande “Opera pubblica” – e conseguentemente creare una forte domanda – tali aziende di impegnerebbero ad aprire dei siti produttivi nel nostro territorio, con ovvie ricadute positive in termini occupazionali ed economici, come è stato sottolineato anche da una rappresentante della Fillea-CGIL.
Ma come realizzare tutto ciò?
I Comitati cittadini e la CNA hanno una semplice idea: definire una proposta concreta e organica, assieme agli altri attori interessati (Associazioni di categoria, associazioni ambientaliste, imprese produttrici, ecc.), in cui siano definiti i principali elementi (edifici pubblici ed edifici privati oggetto dell’intervento, costi, risparmi, altri benefici economici, sociali ed ambientali, ecc.) e portarla all’attenzione delle Istituzioni responsabili della ricostruzione, in modo da individuare le risorse per avviare quello che si preannuncerebbe come una “storica” rivoluzione nel processo di ristrutturazione, e che farebbe dell’Aquila un modello non solo nazionale ma mondiale, sulla scia della già nota sostenibilità realizzata nel progetto C.A.S.E.
Pertanto oggi nasce un percorso di lavoro, che vedrà la partecipazione di tutti i soggetti competenti ed interessati ma soprattutto il coinvolgimento della comunità locale, attraverso il “Gruppo di Lavoro sulla Ricostruzione Sostenibile” che è nato nell’ambito dell’Assemblea “Spazi Aperti”.
Lo spirito comune che ci lega è: “se dobbiamo ricostruire, facciamolo bene!”
Se sarà necessario faremo pressione su commissari e governo anche attraverso delle azioni pubbliche, che ribadiscano ancora una volta che i cittadini di questo territorio hanno la forza e le idee per ricostruire questa città (come già hanno fatto 3 secoli fa) più bella e più vivibile di prima.
Per info:
Luca Santarossa (339/7154290), Mattia Lolli (340/1573446), Annalisa Taballione (349/1743688)
Azione Antifascista a Teramo
Febbraio 4th, 2010
DOMENICA 7 FEBBRAIO 2010 ORE 15:00 - FORZA NUOVA NON PASSA A TERAMO
Fratelli antifascisti di teramo e non solo, dalle paggine dei giornali e dal web apprendiamo che il movimento fascista denominato forza nuova ha intenzione di fare un volantinaggio nella nostra amata citta’ il 7 febbraio 2010.
A soli 40 giorni dalla vile aggressione subita da 4 nostri amici questi vogliono sfidarci venedo nella nostra piazza.
Se ci siamo promessi di non dargli piu’ spazio allora questa promessa manteniamola!
Domenica quindi facciamo il compito che non fanno le autorita’….non permettiamo di fargli fare quello che vogliono!
Massicci ed incazzati! Fate girare il messaggio in ogni angolo di teramo e d’italia!
Siamo o non siamo tutti antifascisti? Dimostriamolo!
Su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=322384499195&ref=nf
In piazza contro il Fascismo
Gennaio 7th, 2010
Teramo: sabato 9 gennaio 2010 - ore 16.30
(ritrovo a largo madonna delle grazie)
La notte del 23 dicembre è stata scritta una delle più brutte pagine della storia recente della nostra città. Una quindicina di sedicenti fascisti hanno aggredito, in maniera fredda e premeditata, alcuni ragazzi che entravano in un locale, ferendone tre con armi da taglio.
Non si può rimanere impassibili di fronte a fatti così gravi. Non è possibile che a Teramo a qualcuno sia consentito di girare liberamente con un coltello in tasca, organizzando aggressioni e violenze, senza che si faccia niente per fermarli.
Oggi ci troviamo ad esprimere la nostra rabbia contro questo atto vile, ma solo per un caso fortuito non stiamo versando lacrime per qualcuno che, a seguito di quelle coltellate, avrebbe potuto perdere la vita.
Vogliamo quindi esprimere tutto il nostro disprezzo verso questi soggetti che millantando un ideale fascista, celano, in realtà, dietro questi atti di violenza infame, soltanto tutta la loro frustrazione e debolezza.
L’appartenenza politica degli aggressori è forse anche la ragione di tanta “morbidezza” degli organi inquirenti: nella storia d’Italia spesso chi ha indagato su certi ambienti ha lavorato per nascondere la verità ed anche questa volta è stata generata una strana confusione tra aggressori e aggrediti. Confusione preoccupante e offensiva non solo nei confronti delle vittime, ma anche di tutti coloro che ritengono necessario riaffermare la verità e lavorare per togliere spazi di agibilità politica ai fascisti, nuovi e vecchi.
È ora di farci sentire!

Proposta del PD per i fondi FAS negati alla Val Vibrata
Dicembre 4th, 2009
La proposta (presentata ai consigli comunali della vallata), redatta da Di Luca e Ruffini, riguarda il fatto che nella programmazione dei Fondi FAS (i fondi europei per lo sviluppo) la Val Vibrata è stata lasciata fuori del tutto, e vista la crisi che attraversiamo (occupazionale ed economica) si chiede quindi una riprogrammazione.
Ordine del Giorno
Oggetto: Programmazione fondi FAS- Comuni Val Vibrata.
Il Consiglio comunale
Premesso che,
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con la Delibera CIPE 166/07 pubblicata nel giugno 2008 previa approvazione da parte della Commissione Europea, sono stati programmati per il ciclo 2007/2013 i fondi FAS (Fondi per le aree sottoutilizzate) per un importo di 63.273 milioni di euro;
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con la manovra finanziaria 2008 vengono sottratti ai FAS fondi per le infrastrutture e per gli ammortizzatori sociali a direzione del Governo Centrale, per cui alle Regioni restano 53.874 milioni di euro;
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alla Regione Abruzzo vengono destinati 854.5 milioni di euro cioè pari al 4.73% della quota del Mezzogiorno;
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la Giunta regionale ha predisposto in data 20.10.2009 la Bozza del “Programma Attrattivo Regionale” dei fondi FAS per il periodo 2007/2013;
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la suddetta Bozza è attualmente oggetto di discussione tra la Regione e le parti sociali;
Premesso altresì che,
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il Consiglio Regionale d’Abruzzo nella seduta straordinaria del 21.07.2009 ha approvato all’unanimità un documento con il quale sono stati assunti da parte della Regione Abruzzo una serie di impegni per la salvaguardia e lo sviluppo dell’economia della Valle Peligna. Il documento si riferisce all’Accordo di programma di cui al Protocollo d’intesa del 20.02.2008, tra la Regione Abruzzo e il Ministero per lo Sviluppo Economico;
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il Consiglio Regionale d’Abruzzo nella seduta straordinaria del 22.10.2009 ha approvato all’unanimità un documento con il quale sono stati assunti da parte della Regione Abruzzo una serie di impegni per la salvaguardia e lo sviluppo dell’economia della Val Vibrata. Il documento si riferisce al protocollo d’intesa “Vibrata-Tronto” siglato il 27 marzo 2008 con il Ministero dello Sviluppo Economico;
Rilevato che
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con la Bozza del Programma Attuattivo dei FAS del 20.10.2009 è stato previsto, in attuazione della delibera del Consiglio Regionale del 21.07.2009 e dell’Accordo tra il Ministero per lo Sviluppo Economico e la Regione Abruzzo del 20.02.2008, un finanziamento di 20 milioni di euro per lo sviluppo della Valle Peligna;
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per la Val Vibrata, in attuazione della delibera del Consiglio Regionale del 22.10.2009, non è stato previsto nessun finanziamento;
Considerato che
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gli impegni assunti dalla Regione Abruzzo con il documento del 22.10.2009 riguardano soprattutto l’utilizzo dei fondi FAS per il rilancio economico,lavorativo e sociale della Val Vibrata, prevedendo di intervenire nei settori del tessile-abbigliamento-calzaturiero, pellame e cuoio, metalmeccanico, con particolare attenzione al polo del carbonio, all’agroalimentare e al settore legno,
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che la Val Vibrata sta attraversando un duro momento caratterizzato da condizioni di instabilità economiche che stanno producendo un numero elevato di lavoratori disoccupati, un forte ricorso delle imprese alla cassa integrazione, una mancanza di liquidità ed un difficile accesso al credito;
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nella suddetta Programmazione dei FAS per la Val Vibrata non è previsto nessun finanziamento specifico riguardante i progetti dei Comuni e/o dei privati che sono stati presentati all’Amministrazione Provinciale di Teramo in sede di concertazione da parte della stessa Amministrazione Provinciale;
Ritenuto
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di dover chiedere alla Regione Abruzzo il rispetto degli impegni assunti con la suddetta delibera consiliare del 22.10.2009 nonché le decisioni assunte presso l’Amministrazione Provinciale di Teramo durante la fase concertativi sui FAS;
Chiede
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alla Regione Abruzzo di prevedere nella Programmazione 2007/2013 dei FAS risorse significative per la Val Vibrata così come il Consiglio Regionale si è impegnato con la delibera del 22.10.2009, nonché ulteriori fondi comunitari e statali specifici per la Val Vibrata atti a sostenere la ripresa economica di un sistema produttivo in forte difficoltà;
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il rispetto della decisione assunte sui FAS con la concertazione effettuata con l’Amministrazione provinciale di Teramo;
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all’Amministrazione provinciale di Teramo di proporre- da subito- l’ampliamento e le modifiche della zonizzazione prevista dall’art. 87.3c del Trattato Comunitario, inserendo tutte le aree produttive della Val Vibrata. Tale revisione dovrà essere presentata dallo Stato Italiano alla Comunità Europea entro l’anno 2010;
IMPEGNA
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Il Sindaco a inviare la presente delibera al Presidente della Giunta Regionale, all’Assessore alle Attività Produttive, all’Assessore alle politiche del Lavoro, alle OO. Sindacali e di Categoria Regionali e Provinciali, nonché all’Amministrazione provinciale di Teramo;
- Coordinamento dei Lavoratori del Piceno -
Novembre 11th, 2009
- Mercoledi 11 Novembre ore 9.30 -
Manifestazione di Protesta presso la sala congressi della Camera di Commercio di Ascoli Piceno.