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Primo Levi : I giorni e le opere


Nel ventennale della scomparsa
Mostra foto-documentaria

Dal 15 al 28 febbraio – Biblioteca Provinciale “Melchiorre Dèlfico”

In occasione del 20° anniversario della morte di Primo Levi (11 Aprile 1987), la Fondazione Fossoli, con il contributo del Ministero della Pubblica Istruzione, propone una mostra documentaria sulla sua figura, curata da Philippe Mesnard e Carlo Saletti. Esposta in più versioni a Lione, Torino e nell’ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi (MO), prossimamente verrà allestita in altre città europee e nel museo di Auschwitz.

La mostra esplora i diversi ambiti della vita e dell’opera di Primo Levi, ripercorrendo il suo itinerario biografico e intellettuale e analizzando l’evoluzione del suo pensiero, le convergenze, le divergenze o i punti di crisi tra l’uomo, lo scrittore e il testimone. Da Fossoli Primo Levi partì il 22 febbraio 1944 alla volta di Auschwitz.

La mostra non vuole dare risposte definitive ma, tiene aperte le questioni e il relativo dibattito come ha sempre suggerito lo stesso Primo Levi. La mostre è organizzata in pannelli e si sviluppa su due assi suddivisi in quattro periodi.

I quattro periodi sviluppati dalla mostra sono: gli anni della formazione fino al 1945; la messa a punto dell’opera e delle sue caratteristiche nel periodo dal 1946 al 1966; il riconoscimento progressivo di Levi come scrittore e come “testimone esemplare” nel periodo 1966-1982; la fatica della testimonianza (1982-1987), quando Levi continua a pubblicare libri legati alla sua esperienza di deportato (Se non ora quando, 1983 e I Sommersi e i Salvati, 1986), ma adotta una posizione sempre più critica rispetto al ruolo del testimone.

Sotto il programma della giornata e gli ultimi appuntamenti dell’ Albero del cinema:

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Babazuf Presenta: Animovieaction

Novembre 11th, 2007

Inviato da Ivana

giovedi’ 15 NOVEMBRE 07
ORE 22:00
@ sede dell’ass.culturale ?BABAZUF
 
per il ciclo ANIMOVIEACTION
 
ANIMATRIX
 (The Animatrix)  Una raccolta di cortometraggi animati, ispirati direttamente al primo celebre film della saga dei fratelli Wachowsky, Matrix. I registi/autori di Matrix hanno contribuito a quest’operazione scrivendo i primi 3 dei 9 episodi presenti in Animatrix.
I nove episodi sono diretti da alcuni tra i maggiori registi giapponesi di animazione. Ognuno dei cortometraggi, di durata variabile, narra una storia diversa, è indipendente e realizzato con uno stile volutamente differente. Si va dalle scene simulate in computer grafica del primo episodio (L’ultimo viaggio della Osiris), a cartoni animati dallo stile più tradizionale, fino ad esiti decisamente sperimentali come per l’ultimo episodio (Matriculated).
È riconoscibile inoltre l’influenza dell’arte giapponese.
La costante risulta pertanto solo l’ispirazione diretta a Matrix e ai suoi temi: si può trattare di sviluppi di alcuni temi e/o di antefatti, ambientati nel passato o nel futuro rispetto al film.  
 
PROSSIMI APPUNTAMENTI:
Gio22/11>> A SCANNER DARKLY
Gio29/11>> PAPRIKA
 
                                                   >>INGRESSO LIBERO>>>>

 
?BABAZUF@ PIAZZA DELLA LIBERTA’ , CASTEL DI LAMA.

Babazuf presenta 18/10/07

Ottobre 17th, 2007

Inviato da Ivana

GIOVEDI’ 18 ORE 21.30
PRESSO LA SEDE DI BABAZUF (sopra il bocciodromo di castel di lama)

BABAVIDEOPROIEZIONE DI
/////////////////CREMASTER//////////////
di MATTHEW BARNEY

Siate i benvenuti
l’invito gode della proprietà transitiva…..

Inviato da Vincenzo

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Inviato da Fabio - Fahrenheit 64016

Il cinema, oltre che un linguaggio universale e una meravigliosa forma d’arte, è sempre stato, fin dalla sua genesi, un importantissimo strumento di lotta rivoluzionaria per la diffusione della verità storica, della cultura umanistica, e per l’emancipazione delle popolazioni sfruttate e soggiogate dai (pre)potenti di ogni tempo.
Per questo mi sono divertito a compilare una lista di film più o meno rivoluzionari, convinto che possano offrire nuove chiavi di lettura del mondo circostante ad ogni militante di sinistra o ad ogni persona che, semplicemente, voglia prendere in mano le redini del proprio, personale destino.
La lista è totalmente soggettiva (e quindi opinabile) e ovviamente non esaustiva. Ho cercato di soffermarmi principalmente su pellicole parecchio note e con un occhio di riguardo alle produzioni italiane. Auspico che ognuno di voi, amici di Libertà di volare, possa offrire suggerimenti e proposte per ampliarla sempre più.
E’ soltanto un gioco, che, spero, possa servire a stimolare lo scambio di idee, opinioni, e suggestioni. Quello cioè di cui più abbiamo bisogno (specialmente noi di sinistra) in questi nostri tristi tempi impolitici e piduisti.

ROMA CITTA’ APERTA di Roberto Rossellini  1946

Dopo vent’anni di roboante retorica fascista il cinema scende per le strade di una Roma umiliata e svilita dall’occupazione tedesca per raccontare senza retorica i gesti di quotidiano eroismo della resistenza; la democratica alleanza tra un comunista e un prete contro la barbarie nazi-fascista. Le fondamenta dell’Italia repubblicana
 

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE di Bernardo Bertolucci 1962

Le inquietudini di un giovane borghese alle prese con una storia d’amore incestuosa e i primi turbamenti esistenziali e politici pre-sessantottini che scuotono la sonnacchiosa vita della provincia italiana. Il cinefilo Bertolucci esporta la nouvelle vaugue in Italia.

L’ANGELO STERMINATORE di Luis Bunuel 1962

Il maestro dell’anarchismo surrealista mette in scena col suo inconfondibile stile controllato il disfacimento della classe borghese, imprigionata dai suoi stessi stanchi, ossessivi e reiterati clichè. Straniante e imperdibile.
Z L’ORGIA DEL POTERE di Costa Gavras 1968

Ricostruzione dell’omicidio di Gregorios Lambrakis, deputato dell’opposizione al nascente regime dei colonnelli in Grecia, ucciso a Salonicco il 22 maggio 1963. L’ambientazione non viene mai rivelata palesemente: da un caso particolare il regista riesce a fare un film universale sui complotti di potere e il fascismo di stato.
LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Elio Petri 1971

Basterebbe la strepitosa maschera di Gian Maria Volontè a rendere indimenticabile una pellicola certo non eccelsa sul piano registico-formale; Petri ha tuttavia il merito di cogliere le contraddizioni interne ai movimenti studenteschi e operai e analizzare lucidamente le logiche ricattatorie del padronato. 
SACCO E VANZETTI di Francesco Rosi 1971

Film verità sul caso dei due anarchici italiani ingiustamente accusati e giustiziati negli USA nel 1927 dopo sette anni di detenzione e un processo che è eufemistico definire “una farsa”. E anche film sulla memoria storica e sui problemi attuali dell’immigrazione. E un’altra magistrale prova attoriale dell’indimenticabile Volontè..
SALO’ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA di P.P.Pasolini 1975

Non inganni l’ambientazione repubblichina: il fascismo messo in scena dal poeta non è quello mussoliniano ma quello ben più pericoloso e subdolo della massificazione capitalistica. La mercificazione dei corpi, la perdita di sacralità del sesso e un lucido e profetico ammonimento sulla crudeltà del nuovo regime che rende vani gli ultimi gesti di umana resistenza.
 NOVECENTO di Bernardo Bertolucci 1976

Ugo Casiraghi lo definì “il film col più alto numero di bandiere rosse mai visto”. E per di più finanziato da un produttore americano, con un cast d’eccezione (DeNiro, Depardieu, Donald Sutherland e una fantastica Laura Betti) e con tutti i crismi del tipico Kolossal a stelle e strisce. I due protagonisti nascono lo stesso giorno del 1900, nello stesso paesino della bassa padana. Unica differenza tra loro: uno è figlio di padroni, l’altro di braccianti. Attraverso i loro occhi riviviamo gli scioperi contadini degli anni’10, l’avvento e la caduta del fascismo, la guerra e la liberazione. Epico e politicamente scorrettissimo affresco storico del secolo delle utopie.” Beata gioventù che vede quello che non c’è” commenta la vecchia contadina alle parole estasiate di una ragazza che dall’alto di una piramide di fieno scruta l’orizzonte del 25 aprile 1945.
1997 FUGA DA NEW YORK di John Carpenter 1981

Seguendo le orme di Romero, Carpenter inserisce la politica nel cinema di genere come d’altronde aveva già fatto col suo film d’esordio Distretto 13 (figlio del romeriano La città verrà distrutta all’alba), e ad un’America oscurantista e fascista oppone il personaggio di “snake” Plissken, icona dell’anti-eroe ribelle e solitario straordinariamente interpretato da Kurt Russell.
TERRA E LIBERTA’ di Ken Loach 1994

Appassionata ricostruzione di uno dei momenti più belli della storia del novecento, di un brandello di socialismo strappato a forza tra un golpe fascista e una contro rivoluzione stalinista. L’epopea della guerra in Spagna vissuta da un comunista inglese che, fiero del suo partito, alla partenza, arriva a strapparne la tessera perché disgustato dallo stalinismo.
Basato sulla vera storia del volontario del POUM George Orwell (che raccolse le sue memorie di guerra nel meraviglioso Omaggio alla catalogna) è un pugno nello stomaco a tutte le nostre certezze. L’unica sicurezza che rimane, come affermava lo stesso Loach è che “lo stalinismo non è il comunismo e il capitalismo non è la libertà”

I BANCHIERI DI DIO di Giuseppe Ferrara 2002

La vicenda di Roberto Calvi, presidente dell Banco Ambrosiano, dalle prime indagini su di lui al suo suicidio nel 1982. Ferrara, con la solita attenzione al dato reale segue la rete di relazioni che si intrecciano tra massoneria, criminalità organizzata, e settori importanti del Vaticano, nella fattispecie lo IOR guidato dall’oscuro arcivescovo Paul Marchinkus, uomo peraltro molto vicino a Giovanni Paolo II. Una delle storie più torbide e taciute dell’Italia repubblicana.
LA MEGLIO GIOVENTU’ di Marco Tullio Giordana 2002

6 ore di film per raccontare quarant’anni di storia e di storie d’Italia. Quasi un NOVECENTO atto terzo. La vita di due fratelli e della loro famiglia dal 1966 ad oggi sullo sfondo dello svolgersi della storia d’Italia. E forse è proprio il nostro paese, più che i personaggi, il vero protagonista del film. Forse la “meglio gioventù” del titolo è da riferirsi all’Italia stessa: una gioventù perduta ma di cui, in qualche angolo nascosto, restano ancora tracce evidenti.
BUONGIORNO NOTTE di Marco Bellocchio 2003

Il caso Moro come non l’avevamo mai visto al cinema; lontano anni luce dal precedente documentaristico di Ferrara (il Caso Moro 1986) e dal quasi contemporaneo thriller di Martinelli. Il film è piuttosto un viaggio ipnotico all’interno di un’intera generazione. Tutti i sogni, i dubbi e le inquietudini degli anni di piombo negli occhi bellissimi di Maya Sansa per la regia sapiente di un grande maestro.
PIAZZA DELLE 5 LUNE di Renzo Martinelli 2003

Ancora sul sequestro Moro ma da un punto di vista diverso: quello di un anziano giudice senese che a 25 anni dopo si mette a indagare per scoprire una vera e propria cupola di potere al di sopra del gruppo brigatista che assassinò il presidente DC, e le collaborazioni tra i servizi segreti e le BR. Suspence assicurata e una felice regia che non lesina tecnicismi per un avvincente thriller.
LES AMANTS REGULIERS di Philippe Garrel 2005

L’amore , l’amicizia, la gioventù, il sesso, la droga ai tempi del maggio francese. 3 ore e passa di puro cinema incastonati da una fotografia in bianco e nero sublime e degna del miglior Fellini.Prova di maturità per uno dei migliori autori europei contemporanei, e probabilmente uno dei migliori film del decennio.

Buona Visione

Chi è Hayao Miyazaki….

Dicembre 29th, 2006

Inviato da Oscar - Libertà di volare

Hayao Miyazaki (Tokyo, 5 gennaio 1941) è un autore di fumetti, animatore, sceneggiatore e produttore giapponese famoso in patria ma noto nel resto del mondo solo in seguito all’Oscar ottenuto per il film La città incantata….

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Miyazaki nacque il 5 gennaio 1941 a Tokyo. Nonostante la guerra, la sua infanzia trascorse tranquilla, grazie ad una famiglia agiata. Suo padre possedeva infatti una fabbrica di componenti per gli aerei (che diventarono una delle sue passioni). Una tubercolosi spinale colpì la madre, che nel 1947 venne ricoverata in ospedale, dove rimase nove anni (probabilmente Il mio vicino Totoro contiene riferimenti anche a questa vicenda).
Durante l’adolescenza negli anni ‘50 Miyazaki, da sempre appassionato disegnatore, fu conquistato dalla scoperta dei manga e degli anime. Dopo la laurea in Scienze Politiche ed Economia conseguita nel 1963, Miyazaki entrò a far parte dello staff dei disegnatori nella importante società della Toei (all’interno della quale incontrò la sua futura moglie). Il suo primo importante contributo lo diede proponendo un miglior finale per il film
Gariba no uchu ryoko (1965) (in inglese Gulliver’s Travels Beyond the Moon).
Alcuni anni più tardi assunse l’importante ruolo di animatore capo e di concept artist (colui che crea personaggi e gli scenari) per
Horus: Principe del Sole (Taiyo no oji: Horusu no daiboken), film animato diretto da Isao Takahata: era l’inizio di una collaborazione che sarebbe durata nel tempo. Nel frattempo pubblicava il manga La tribù del deserto (Sabakuno Tami), negli anni 1969-70.Nel 1971 Miyazaki passò, insieme ai colleghi Isao Takahata e Yoichi Otabe, alla A-Pro; per questo studio, insieme a Takahata diresse alcuni episodi (7,8,10,11,13~23) della prima serie di Lupin III.
Nel 1973, Miyazaki e Takahata iniziarono la collaborazione con lo Zuiyo Pictures, lavorando ad alcune serie animate relative al famoso progetto World Masterpiece Theater, una serie animata creata ogni anno traendo spunto dai più famosi libri per bambini di tutto il mondo. Furono affidati a lui il progetto e l’organizzazione di scena (sovente con Takahata quale regista) in Heidi (Alps no Shōjo Heidi) del 1974 (da un racconto svizzero); Marco - Dagli Appennini alle Ande (Haha o Tazunete Sanzen-ri) del 1975 (una delle storie narrate nel libro Cuore); Anna dai capelli rossi (Akage no Anne) del 1979 (Canada). Fu animatore chiave di Rascal, il mio amico orsetto (Araiguma Rasukaru) del 1977 (tratto da un racconto statunitense).
Del 1978 è la serie animata
Conan, il ragazzo del futuro (Mirai Shōnen Konan), molto famosa in Italia. Di essa fu regista, character designer, curatore delle scenografie e degli storyboard.
Nel 1979 diresse il suo primo lungometraggio,
Il castello di Cagliostro (Rupan Sansei - Kariosutoro No Shiro), il secondo tra i film dedicati a Lupin. Di Lupin III diresse ancora due episodi (145,155) della seconda serie tv nel 1980.
Dalla RAI venne cofinanziata la serie Sherlock Holmes (Meitantei Holmes) di cui diresse 6 episodi nel 1982.
Nel 1982 la rivista Animage iniziò la pubblicazione del manga Nausicaä della Valle del Vento (Kaze no tani no Nausicaä) disegnato esclusivamente da Miyazaki e riuscì a convincere l’artista a sceneggiare e dirigere un film tratto dal manga. Prodotto da Takahata per lo studio Topcraft, l’anime Nausicaä della Valle del Vento, uscì nelle sale nel 1984.

Il successo ottenuto dal film permise al regista di fare il grande salto: fondare uno studio di produzione proprio. Nel 1985, da Miyazaki e Takahata nacque lo Studio Ghibli (dal nome dell’aereo italiano della Seconda Guerra Mondiale, tratto a sua volta da Ghibli, vento caldo del Sahara), luogo in cui i due registi si sarebbero potuti esprimere con la libertà che la loro creatività richiedeva e con le necessarie coperture finanziarie.
Il primo lungometraggio dello studio vide la luce nel 1986:
Laputa: il castello nel cielo (Tenkū no Shiro Laputa) che narrava dell’avventura di due ragazzi, sulle tracce di una misteriosa e magica isola fluttuante nel cielo, (lo spunto fu la città di Laputa, descritta da Jonathan Swift ne I viaggi di Gulliver).

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Nel 1988, mentre Takahata portava a termine Una tomba per le lucciole Miyazaki presentò Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro), poetica favola moderna sull’incontro di due bambine con un essere magico chiamato Totoro (la cui sagoma fu poi scelta come logo dello Studio) premiata come miglior film dell’anno in Giappone.
Nel 1989 con Kiki consegne a domicilio (Majo no Takkyubin) iniziarono i successi al botteghino, nel paese del Sol Levante. Con essi l’ingrandimento dello Studio, la produzione di diversi film d’animazione, assunzioni permanenti di collaboratori, l’aumento dei costi e dei rischi: tutto questo ebbe come conseguenza un aumento delle politiche di marketing da parte dello Studio Ghibli.
Nel 1992 Miyazaki portò a termine
Porco Rosso (Kurenai no Buta), il cui titolo rimaneva in italiano anche nelle altre lingue: esso narrava le avventure di un uomo dal volto di maiale, leggenda dell’aviazione italiana all’inizio degli anni ‘30.


 

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In questi anni il regista divenne spesso anche sceneggiatore, produttore e responsabile di molti altri processi, nei propri film e in altri prodotti da Ghibli: produsse il film di Takahata
Ricordi a catinella (Omohide Poro Poro) del 1991; collaborò al soggetto di Heisei Tanuki Gassen Pon Poko, di Takahata, uscito nel 1994; l’anno successivo fu sceneggaitore e produttore di Se ascolti con attenzione… (Mimi o Sumaseba), la cui regia era affidata a Yoshifumi Kondo, sempre all’interno dello Studio.
Dopo alcuni anni di lavorazione uscì nel 1997,
Principessa Mononoke (Mononoke Hime) che batté ogni record di incassi in Giappone e collezionò numerosi premi. Era un film che inscenava il difficile rapporto tra l’uomo e la natura (e tra gli uomini stessi), il suo lato violento e quello armonioso, all’interno di un atmosfera mistica popolata di dei ed era ambientato in Giappone nel Periodo Muromachi (1333-1568).

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In quest’occasione Miyazaki affermò di volersi dedicare ad altri ruoli all’interno dello Studio Ghibli, lasciando la regia ai giovani autori nel frattempo cresciuti alla sua scuola. Ritornò però presto dietro la macchina da presa e nel 2001 usciva La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi) che in patria ripeté l’ormai consueto rituale di successi presso la critica e il pubblico, ma lo stesso avvenne nel resto del mondo (tra i premi vinti l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e l’Oscar 2003 per il migliore lungometraggio di animazione).
Nel 2004 Miyazaki ha partecipato alla 61a Mostra di Venezia col suo ultimo film,
Il castello errante di Howl (Howl no Ugoku Shiro), tratto da un libro di Diana Wynne Jones. Nel 2005 è stato insignito alla Mostra di Venezia del Leone d’Oro alla carriera.
Miyazaki stabilì un proficuo sodalizio anche con Joe Hisaishi, il compositore di numerose colonne sonore (e degli album “derivati”) dei suoi film.


FILMOGRAFIA:Come regista:

  • Conan, il ragazzo del futuro (Mirai Shounen Conan, 1978), serie TV; anche character designer, curatore delle scenografie e degli storyboard

  • Il castello di Cagliostro (Rupan sansei: Kariosutoro no shiro, 1979)

  • Nausicaä della Valle del Vento (Kaze no tani no Naushika, 1984)

  • Laputa: il castello nel cielo (Tenkū no shiro Rapyuta, 1986)

  • Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro, 1988)

  • Kiki consegne a domicilio (Majo no takkyubin, 1989)

  • Porco Rosso (Kurenai no buta, 1992)

  • On Your Mark (1995), film musicale

  • Principessa Mononoke (Mononoke Hime, 1997)

  • La città incantata (Sen to Chihiro no Kamikakushi, 2001)

  • Il castello errante di Howl (Hauru no Ugoku Shiro, 2004)

Altre opere di animazione e collaborazioni:

  • Wan Wan Chushingura (Watchdog Bow Wow, 1963), intercalatore

  • Okami Shonen Ken (Ken ragazzo lupo 1963), intercalatore

  • Gariba no Uchu Ryokou (I viaggi di Gulliver nello spazio, 1964), intercalatore

  • Shonen Ninja Kaze no Fujimaru (Fujimaru il vento, ragazzo ninja, 1964), animatore chiave

  • Hassuru Panchi (Hustle Punch, 1965), animatore chiave

  • Reinbo Sentai Robin (Robin cavaliere dell’arcobaleno, 1966), animatore chiave

  • Mahotsukai Sally (Sally la strega, 1966), animatore chiave

  • Taiyo no Ouji - Horus no Daiboken (Principe del sole - La grande avventura di Horus, 1968), scenografo e animatore chiave

  • Nagagutsu wo Haita Neko (Il gatto con gli stivali, 1969), animatore chiave

  • Soratobu Yureisen (La nave fantasma volante, 1969), animatore chiave

  • Himitsu no Akko-chan (Secret Little Akko, 1969), animatore chiave

  • Muumin (Moomin, 1969) animatore chiave

  • Dobutsu Takarajima (l’isola del tesoro degli animali, 1971), animatore chiave ed organizzazione del progetto

  •  Ali Baba to 40hiki no Touzoku (Ali Baba e i 40 Ladroni, 1971), animatore chiave

  • Sarutobi Ecchan 1971), animatore chiave

  • Rupan Sansei (Lupin III, 1971), co-regista con Takahata

  • Panda Kopanda (Panda, Panda Cub, 1972), soggetto, sceneggiatura, set design, animatore chiave

  • Akado Suzunosuke (1972), storyboard

  • Yuki no Taiyo (Il sole di Yuki, 1972), animatore chiave

  • Panda Kopanda - Amefuri Sakasu no Maki (Panda, Panda Cub - Giorno di pioggia al circo, 1973), sceneggiatura, progetto artistico e di scena, animatore chiave

  • Kouya no Shonen Isamu (Wasteland Boy Isamu, 1973), animatore chiave

  • Samurai Jyaiantsu (Samurai Giants, 1973), animatore chiave

  • Alps no Shoujo Haiji (Heidi, 1974), progetto e organizzazione di scena

  • Furandaasu no Inu (Il fedele Patrash, 1975), animatore chiave

  • Haha o Tazunete Sanzen-ri (Marco, da Dagli Appennini alle Ande, 1976), progetto e organizzazione di scena

  •  Araiguma Rascal (Rascal, il mio amico orsetto, 1977) animatore chiave

  • Akage no An (Anna dai capelli rossi, 1979), progetto e organizzazione di scena

  • Rupan Sansei, episodio TV n°145: Shino Tsubasa Arubatorosu (Lupin III - Albatross: Wings of Death, 1980), regia, sceneggiatura, storyboard

  • Rupan Sansei, episodio TV n°155: Saraba Itoshiki Rupan yo (Lupin III - Farewell, Beloved Lupin, 1980), regia, sceneggiatura, storyboard

  • Tetsujin 28go (nuova serie) (Ironman #28 / Gigantor, 1980), animatore chiave

  • Meitantei Holmes (Sherlock Holmes, 1982), regia

  • Kaiketsu Zorro (Zorro, 1982), animazione Space Adventure Cobra 1982), animazione

  • Yanagawa horiwari monogatari (The Story of Yanagawa Canal, 1987), produttore

  • Akai Karasu to Yuureisen (Red Crow and Ghost Ship, 1989), realizza il progetto della nave fantasma

  • Omohide Poro Poro (Only Yesterday, 1991), produttore

  • Sora Iro no Tane (The Sky-colored Seed, 1992), regia Nandaro (1992), regia, animatore chiave

  • Heisei Tanuki Gassen Pom Poko (1994), pianificazione Mimi wo Sumaseba (Whisper of the Heart, 1995), sceneggiatura, storyboard, produttore

Manga:

  • La tribù del deserto (Sabakuno Tami, 1969-1970)

  • Il viaggio di Shuna (Shuna no Tabi), non propriamente un manga, più un libro illustrato Nausicaä della Valle del Vento

  • (Kaze no tani no Naushika, 1982)

 Tratto da Wikipedia

Inviato da Oscar - Libertà di volare

Vita e opere di uno tra i più bravi registi italiani di fine secolo……

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Gabriele Salvatores e nato a Napoli il 30 luglio 1950, ma si e trasferito giovanissimo a Milano. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano e tra i fondatori, nel 1972, del Teatro dell’Elfo per il quale realizza, nel corso di dieci anni, ventuno spettacoli. Il successo del musical tratto da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare lo porta a dirigere il lungometraggio Sogno di una notte d’estate che nel 1983 vince un premio alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1987 realizza Kamikazen - Ultima notte a Milano, con Paolo Rossi e Nanni Svampa, e nell’89 Marrakech Express, road movie con Diego Abatantuono.
L’anno successivo dirige Turne (1990), in cui fonde i temi del viaggio e del teatro, e nel 1991 Mediterraneo, dove mostra gli italiani come piace tanto agli americani (anche se si svolge durante la seconda guerra mondiale e i protagonisti sono militari), ottenendo il premio Oscar 1992 per il migliore film straniero. Con Puerto Escondido (1992) Salvatores continua con il tema della fuga, ma introduce in modo piu preciso alcuni elementi della cultura dei centri sociali: dal commissario di polizia psicopatico, al viaggio per comprare la marijuana direttamente dai campesinos, all’esperienza psichedelica col peyote (con citazione di Carlos Castaneda).
Nel 1993 Gabiele Salvatores gira Sud, con Silvio Orlando, Francesca Neri e Claudio Bisio, e nel ‘97 realizza Nirvana, ambizioso (ma irrisolto) tentativo di fondere fantascienza e commedia italiana, tecnologia e tormento esistenziale.
Salvatores nel 2000 ha realizzato il film Denti, con Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini e Angelica Russo.

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Nel 2001 esce Amnèsia il cast comprende un Diego Abatantuono -Sandro- produttore di film porno, Mrtina Stella -Luce- figlia di quest’ultimo ignara del lavoro del padre, Sergio Rubini -Angelino- gestisce un bar e vive spesso di espedienti. I suoi sogni sembrano esaudirsi allorchè per caso si trova tra le mani una valigetta con 4 kg di coca. Siamo ad Ibiza: l’Amnesia una grande discoteca sta per aprire, in questo luogo preciso e in questo preciso momento, il destino dei personaggi si incontra.

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2003 “Io non ho paura” tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti. E’ il 1978. L’estate più calda del secolo.E proprio durante una di queste, il piccolo Michele, nove anni, si imbatterà in un incredibile segreto: i ‘grandi’ del villaggio tengono un bambino segregato in un pozzo

Per il suo dodicesimo , Quo vadis, baby?, film sceglie una storia tutta al femminile, tra noir e thriller psicologico, tratta dall’omonimo romanzo di Grazia Verasani.Quarant’anni, single e senza figli, Giorgia -Angela Baraldi- passa le sue giornate tra pedinamenti di mogli infedeli, alcol e sigarette. Un giorno, un vecchio amico di sua sorella Ada, suicidatasi 16 anni prima, le manda uno scatolone pieno di VHS. Nei video, Ada racconta le sue delusioni di aspirante attrice, riaprendo in Giorgia vecchie ferite e svelando nuovi retroscena su quanto accaduto poco prima della sua morte.

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Filmografia…..

* 2005: Quo vadis baby? (regista,sceneggiatore)
* 2003: Io non ho paura (regista)
* 2001: Amnèsia (regista,sceneggiatore)
* 2000: Denti (sceneggiatore,regista)
* 1997: Nirvana (regista)
* 1993: Sud (regista)
* 1992: Puerto Escondido (regista)
* 1991: Mediterraneo (regista)
* 1989: Turné (regista)
* 1989: Marrakech Express (regista)
* 1987: Kamikazen - Ultima notte a Milano (regista)
* Sogno di una notte d’estate (regista)

Paz!

Aprile 15th, 2006

Inviato da Karen - Libertà di volare

di Renato De Maria, con Claudio Santamaria, Max Mazzotta, Flavio Pistilli. ispirato ai fumetti del grandioso ANDREA PAZIENZA


Bologna, fine anni settanta
Tutto si svolge in un appartamento dove convivono, senza mai incontrarsi,
Pentothal, Enrico Fiabeschi,
Massimo Zanardi.Tutto si svolge nell’arco di una giornata.
Pentothal (Claudio Santamaria) è uno studente fuori sede, fumettista che
vive fra sogno e visione, si sente emarginato e sente il mondo scorrergli addosso.
Enrico Fiabeschi (Max Mazzotta), anche lui fuori sede, si fa mantenere della ragazza.
Studia al DAMS e in questo giorno dovrà sostenere un esame di semiotica
di cui sa pressappoco nulla.
Massimo Zanardi (Flavio Pistilli), detto Zanna, è il terzo abitante di via
Emilia Ponente 43….il più duro di tutti, liceale, naso a becco e occhi
da lupo, i suoi unici amici sono Roberto Colasanti (Matteo Taranto) detto
Colas e Sergio Petrilli (Cristiano Callegaro) detto Petra, anch’essi pluriripetenti.
In questa giornata il trio verrà accusato di aver “ucciso e seviziato” il
gatto della preside.
Fantastica colonna sonora e partecipazione di molte comparse quale Roberto
Freak Antoni (Skiantos), Frankie Hi Nrg, Antonio Rezza, Giovanni Lindo Ferretti
(CCCP,CSI,PFM), Franco Berardi BIFO, Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi, Rosalinda
Celentano, Vittoria Puccini

www.pazilfim.it

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info su Lars Von Trier….

Marzo 23rd, 2006

Inviato da Oscar - Libertà di volare

Ribellione, provocazione,  volontà di stupire, queste le parole chiave nella vita e nell’opera di Lars von Trier. Che tanto per cominciare si chiama semplicemente Trier e decide di aggiungere quel ‘von’ al suo cognome proprio per spirito di provocazione, per far discutere…..

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Ma il suo atteggiamento distruttivo non è mai tale fino in fondo, la sua voglia di farla finita con certe regole e con certi stili non coincide mai con una semplice volontà di cancellare e abbattere gli schemi per pura provocazione. Nelle intenzioni di Lars von Trier c’è sempre un grande slancio creativo, una tensione a ricostruire, a ordinare e a stabilire nuove regole.Nato a Copenaghen, il 30 aprile 1956, il padre Ulf è un alto funzionario del Ministero per gli Affari Sociali, la madre Inger, una comunista militante che lo fa crescere senza limiti e senza proibizioni, in totale libertà, e che gli rivelerà solo poco prima di morire, nel 1990, di averlo concepito con un altro uomo, nella speranza di trasmettergli geni migliori dal punto di vista artistico e creativo.All’età di 13 anni, probabilmente grazie al fatto che lo zio Børge Høst lavora nel cinema come regista e scrittore, ha un ruolo nella serie televisiva Hemmelig sommer (trad. “L’estate segreta”, (1969) di Thomas Winding, mentre cresce la sua passione per la cinematografia: con la telecamera ad 8 millimetri della madre, il giovane Lars alimenta la propria passione per le tecniche cinematografiche.

Trova impiego nella Statens Filmcentral come consulente: questo gli dà la possibilità di usare macchinari professionali, soprattutto per il montaggio. Nel 1977 gira così i suoi primi due cortometraggi: Orchidégartneren, (trad. “Il giardiniere delle orchidee”) e Menthe - la bienheureuse (trad. “Menthe - la ragazza felice”), quest’ultimo girato in francese. Vince il concorso per entrare al Danish Film Institute: qui gira altri film come Nocturne e Befrielsesbilleder (trad. “Immagine di una liberazione”), scritti dal compagno di corso Tom Elling. Quest’ultimo film gli vale molte buone critiche.

Ma il primo vero successo arriva nel 1984 con L’elemento del crimine (Forbrydelsens element), scritto sempre dal compagno ed amico Tom Elling e da Niels Vørsel, con cui collaborerà ancora in seguito. Il film, insuccesso in patria, vince parecchi premi all’estero, tra cui il premio per il miglior contributo tecnico a Cannes. Il film fa parte di un’ideale trilogia su Europa, questa denominazione che non ha alcun legame con la geografia: Europa è uno stato mentale. Il secondo episodio è Epidemic (1988), girato a basso budget e con pochissimi mezzi, tanto che i ruoli principali sono coperti da von Trier stesso e dal co-sceneggiatore Niels Vørsel. Nel film appare anche Cæcilia Holbek, prima moglie del regista. La stessa appare nel terzo episodio della trilogia, Europa (1991), dove appare anche von Trier in un piccolo ruolo: il suo personaggio, un ebreo, viene visto come un omaggio alle sue origini ebraiche perdute. Tutti i film della trilogia sono degli insuccessi in patria, ma aumenta la loro popolarità all’estero e vengono premiati in tutta Europa.

Le onde del destino (Breaking the Waves, 1996) è il primo film di von Trier dopo aver redatto il famoso manifesto Dogma 95, voto di castità cinematografica , per cui di solito il film viene considerato sotto quest’ottica. Il film è invece una via di mezzo fra lo stile del regista prima e dopo il manifesto: è un film di mezzo. Infatti il film che gira secondo i dettami del Dogma 95 è Idioti (Dogme#2: Idioterne, 1998), film che ha provocato molte polemiche ma che lo stesso ha riscosso molto successo in Europa.

È del 2000 il successo del grande pubblico con Dancer in the Dark, interpretato dalla cantante islandese Björk nella sua prima ed unica prova cinematografica. Il film è un musical sui generis ed è uno dei primi ad usare la tecnica della ripresa completamente digitale. Il successo ottenuto da questo film consente a von Trier di poter ingaggiare una diva americana come Nicole Kidman per il suo Dogville (2003), che però lascia il pubblico dubbioso. Il film è il primo di un’altra trilogia, stavolta con protagonista l’America.

La Lars dictandi è l’espressione che usa Fabio Bo per indicare tutto quel corpus di regole che von Trier è andato creando nel corso degli anni. Sembra quasi che la totale mancanza di regole vissuta durante l’infanzia abbia spinto il regista ad avere un bisogno irrefrenabile di regole e limitazioni. Già il 3 maggio 1984, in occasione dell’uscita de L’elemento del crimine, von Trier pubblica il suo primo manifesto, una dichiarazione d’intenti in cui focalizza l’identità attiva e non passiva del regista (il regista “maschio” contrapposto al film “femmina”). Il 17 maggio 1987, per l’uscita di Epidemic, pubblica un altro manifesto inneggiante alla “bazzecola”: è nelle opere minori che si trovano i capolavori. Il 29 dicembre 1990 esce il suo terzo manifesto per Europa, in cui si autodefinisce “masturbatore dello schermo”.

Ma è del 13 marzo 1995 il vero decalogo registico, il “voto di castità” che von Trier firma insieme ad altri registi: il Dogma 95. L’idea di partenza è di fare 5 film secondo queste regole, ma il manifesto ha trovato tanti di quei consensi in così tanti registi, che attualmente (2004) ne sono stati girati 35, provenienti da tutto il mondo (anche dall’Italia). Anche se non le ufficializza più, il regista ama sempre le regole e ne crea sempre di nuove ad ogni suo film, come lo si vede vare ne Le cinque variazioni (De fem benspænd, 2003). Un esempio viene anche da The Humiliated (De udstillede, 2000), un documentario che segue le riprese di Idioti, e dove si vede von Trier imporre regole e trattare a volte duramente i propri attori: perché è così, a sua detta, che ottiene il massimo da loro.

Filmografia:

* 1977: Il giardiniere delle orchidee (Orchidégartneren)
* 1977: Menthe - la ragazza felice (Mynthe - Der lyksalige)
* 1980: Nocturne
* 1981: L’ultimo particolare (Den sidste detalje)
* 1982: Immagini di una liberazione (Befrielsesbilleder)
* 1984: L’elemento del crimine (Forbrydelsens element)
* 1988: Epidemic
* 1988: Medea
* 1991: Europa
* 1996: Le onde del destino (Breaking the Waves)
* 1998: Idioti (Dogme#2: Idioterne)
* 2000: Dancer in the Dark
* 2003: Dogville
* 2003: Le cinque variazioni (De fem benspænd)
* 2005: Manderlay

Fonti: Kataweb, Wikipedia

Info su Ken Loach….

Marzo 16th, 2006

Inviato da Oscar - Libertà di volare

Vita e opere di uno dei più grandi cineasti europei di fine millennio……


La vita….Kenneth Loach è nato a Nuneaton, nel Warwickshire (Inghilterra), il 17 giugno 1936. I suoi primi anni di vita sono stati segnati da continui trasferimenti, resi necessari dai bombardamenti nazisti sulla Gran Bretagna. A venticinque anni, dopo aver prestato servizio nella Royal Air Force, si è iscritto alla St. Peter’s Hall di Oxford per studiare legge e fino alla laurea ha partecipato come attore agli spettacoli del gruppo teatrale universitario. Nel 1961, Ken Loach ha ottenuto una borsa di studio della rete televisiva ABC per lavorare come assistente alla regia al Northampton Repertory Theatre, e nel 1963 è entrato alla BBC come tirocinante. Dopo alcune regie televisive, tra le quali va ricordata la serie “Cathy Come Home” che ha causato direttamente una modifica delle leggi britanniche sui senzatetto, Loach ha girato il suo primo film per il grande schermo, -Poor Cow- (1967), interpretato da Carol White e Terence Stamp, seguito da-Family Life- (1971), con la straordinaria Sandy Ratcliff.Nonostante la sua indiscutibile qualità, il cinema di Loach è stato penalizzato per più di vent’anni per ragioni politiche, e soltanto dal 1990 in poi i film del regista inglese sono stati distribuiti regolarmente, almeno in Europa. Durante i lunghi anni di governo di Margaret Thatcher, Ken Loach ha realizzato diversi documentari per la televisione (i più noti sono quelli girati nel 1984 durante gli scioperi dei minatori), molti dei quali non sono mai andati in onda. Con -L’agenda nascosta -(1990), vincitore del Premio speciale della giuria al Festival di Cannes del 1990, -Riff-Raff ‘ Meglio perderli che trovarli- (1990), Felix 1992 per il miglior film europeo, -Piovono pietre -(1993), Premio speciale della giuria a Cannes nel 1993, -Ladybird Ladybird- (1994) e- Terra e libertà- (1995), Premio internazionale della critica nel 1995 e ancora una volta Premio speciale della giuria al Festival di Cannes, Loach è entrato definitivamente nel Pantheon dei grandi registi europei.

Già protagonista di Riff-Raff, Robert Carlyle ha interpretato il conducente d’autobus George nel film -La canzone di Carla- (1996), diventando così l’attore più ricercato dai cineasti britannici, che considerano Loach un maestro da seguire. Dopo -My Name Is Joe- (1998), il regista inglese ha diretto -Bread and Roses- (2000), con Pilar Padilla e Adrien Brody, il primo film di Loach girato negli Stati Uniti. Nel 2001 è uscito -Paul mick e gli altri-, seguito dalla partecipazione del regista al progetto -11 Settembre 2001- (2002) dove tra gli altri compaiono i nomi di Sean Penn , Youssef Chahine , Alejandro González Iñárritu , Amos Gitai , Danis Tanovic , Idrissa Ouedraogo , Mira Nair , Claude Lelouch , Shohei Imamura , Samirah Makhmalbaf . Nel 2002 fà uscire -Sweet sixteen- , seguono -Un bacio appassionato- (2004) e -Tickets -(2005) realizzato insieme a Abbas Kiarostami , Ermanno Olmi.

Filmografia…..

REGISTA:

(2005) Tickets
(2004) Un bacio appassionato
(2002) 11 settembre 2001
(2002) Sweet Sixteen
(2001) Paul, Mick e gli altri
(2000) Bread and Roses
(1998) My Name Is Joe

(1997) The Flickering Flame
(1996) La canzone di Carla
(1995) Terra e libertà
(1994) Ladybird Ladybird
(1993) Piovono pietre
(1990) Riff raff - meglio perderli che trovarli
(1990) L’agenda nascosta
(1986) Fatherland
(1984) Which Side Are You On?
(1981) Looks and Smiles
(1980) The Gamekeeper
(1979) Black Jack
(1977) The Price of Coal (film tv)
(1975) The Days of Hope (mini serie)
(1971) After a Lifetime (film tv)
(1971) The Save the Children Fund Film
(1971) Family Life

(1971) The Rank and the File (film tv)
(1969) The Golden Vision (film tv)
(1969) Kes
(1969) The Big Flame (film tv)
(1967) Poor Cow
(1967) In Two Minds (film tv)
(1965) Cathy Come Home (film tv)
(1965) Coming Out Party (film tv)
(1965) The End of Arthur’s Marriage (film tv)
(1965) Up the Junction (film tv)
(1965) 3 Clear Sundays (film tv)
(1964) Diary of a Young Man (film tv)
(1964) The Wednesday Play (serie tv)

SCRITTORE:

(2002) 11 settembre 2001
(1980) The gamekeeper
(1979) Black Jack
(1967) Poor Cow

PRODUTTORE:

(1984) Which Side Are You On?

Ora diamo un occhiata più da vicino ad alcuni suoi film:

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Sweet Sixteen -2002- Tra qualche giorno Liam avrà sedici anni, proprio nel giorno che sua madre Jean dovrebbe uscire di prigione. Liam vorrebbe che per una volta finalmente le cose andassero bene, per lui sua madre e sua sorella Chantelle e sogna una famiglia come non l’ha mai avuta. Prima di tutto deve racimolare qualche soldo, che non è cosa da poco per un adolescente senza un quattrino. Presto però gli insani progetti di Liam e dei suoi amici li cacciano in tutti i tipi di guai.Paul , Mick e gli altri -2001- Quando la privatizzazione coinvolge la British Rail una squadra di ferrovieri accetta l’indennità speciale, ma l’ottimismo iniziale viene meno nel momento in cui si devono prendere decisioni dure e disperate. Paul vuole tornare con Lisa e le figlie ma non riesce a trovare l’energia per farlo, Mick ospita Paul sul suo divano ma vorrebbe fare qualcosa di più per lui, Len vorrebbe trovare più tempo per i nipotini, Gerry è rappresentante sindacale ma non riesce ad ottenere attenzione dal management.
Un film che descrive la condizione dei lavoratori durante il passaggio dall’ era del “posto fisso” all’attuale era del precariato o della cosìdetta “flessibilità”.

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Terra e libertà -1995- Nel 1936 David, giovane comunista disoccupato di Liverpool, parte per la Spagna e si arruola nella milizia internazionale del Poum (Partido obrero de unidad marxista) che combatte i falangisti sul fronte d’Aragona. Vissuta con i contadini spagnoli oppressi e sfruttati, la guerra gli fa capire la necessità della lotta rivoluzionaria. Ferito e portato a Barcellona, David assiste alla divisione fratricida che si risolve nel giugno 1937 con la messa al bando del Poum e la sanguinosa repressione degli anarchici. Sceneggiato dallo scrittore Jim Allen (1927-99), opera n. 11 per il cinema di K. Loach, è il 1 film che accusa il Partito comunista spagnolo e l’Unione Sovietica di aver distrutto la sinistra anarchica, favorendo la vittoria dei falangisti. Può coinvolgere, commuovere, turbare lo spettatore di sinistra e far pensare tutti gli altri. Ma la natura programmatica del racconto lo frena, lo impaccia, gli fa sacrificare la forma ai contenuti.

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Piovono Pietre -1993- Per comprare un bel vestito da prima Comunione (centoquindici sterline senza le scarpe), Bob Williams (B. Jones), operaio disoccupato di Manchester, s’arrabatta con lavori in nero, s’indebita, rischia la vita, provoca la morte di uno strozzino. Scritto da Jim Allen, 9 film per il cinema di K. Loach (1936), è divertente e ironico, arrabbiato ma lucido, amaro ma non rassegnato, intessuto di una ricca tematica sociale e sostenuto da una forte spinta morale, interpretato da attori semiprofessionisti o dilettanti che risultano più veri del vero. In questo microcosmo, raccontato senza concessioni al manicheismo populista, né schematiche forzature ideologiche, la religione cattolica è una struttura sociale alla quale fare riferimento e che in qualche modo s’oppone al neoliberismo thatcheriano.

Buona visione