INTER NOS - rassegna d’arte contemporanea abruzzese
Giugno 27th, 2010
Da lunedì 5 luglio 2010 a sabato 10 luglio 2010
Teramo - Piazzetta del Sole
Inter Nos è un festival multidisciplinare con particolare riguardo alla produzione regionale, ambientato all’interno della “Coppa Interamnia”.
In un unico spazio cittadino si incontreranno i diversi linguaggi formali delle arti contemporanee come musica, pittura, fumetti, performance, letteratura, cinema e videoarte, tracciando un percorso tra le più interessanti realtà del panorama artistico regionale.
Programma:
MOSTRA COLLETTIVA di:
Federico de Sanctis
Alessandro di Massimo
Yari di Giampietro
Pelin Santilli
Massimo Testa
5 luglio
ore 18.00 – Inaugurazione mostra
ore 22.00 – Stati Alterati di Coscienza (crossover) live
ore 22.30 – Christine Plays Viola (dark,wave) live
ore 23.30 – lo Smilzo (post-punk, new wave) djset
6 luglio
-esibizione vespe e lambrette- Thunderballs scooter club
ore 18.00 – Presentazione “Carta Straccia”
fanzine di illustratori, fumettisti, scrittori…
ore 21.00 – “Mamma dammi la benza” documentario
musicale di Angelo Rastelli
ore 22.00 – Rainska (ska) live
ore 23.30 – Original MODS Teramo (soul, reggae,r’n'b) djset
7 luglio
-assaggi Vegan a cura di LAV Teramo
ore 18.00 – Presentazione “La Raje”
rivista di fumetti
ore 22.00 – laBase (rock) live
ore 22.30 – Delawater (indie, minimal rock) live
ore 23.30 – Umberto Palazzo (rock) djset
8 luglio
- body painting a cura di Inside Tattoo
ore 18.00 – Presentazione “Revolver”
magazine culturale
ore 21.00 – “Crollo Nervoso” documentario
musicale di Pierpaolo de Iulis
ore 22.00 – Wild Strikes (rockabilly) live
ore 23.30 – Kim-Rave Up records (rock’n'roll’, garage,punk ‘77) djset
9 luglio
ore 21.30 – L’arte del dono di Giuseppe Ranalli
performance teatrale
ore 22.00 – Zona Rossa Krew (hip hop) live
ore 23.00 – Vega’s (electropop, rock) live
ore 00.00 – Nipox (drum’n’ bass) djset
10 luglio
ore 18.00 – Presentazione ”Il re dei passeri”
romanzo di Giuseppe Ranalli
ore 21.30 – “Una storia di lupi” cortometraggio
di Cristiano Donzelli con Franco Nero
ore 22.00 – Beat Motel (funky groove) live
ore 23.30 – Electrosheep (funk, electro) djset
Montepulciano d’Abruzzo Blues 2010
Giugno 26th, 2010

ONIRICO FESTIVAL’010
Giugno 11th, 2010

CONCERTO 4 GIUGNO E INIZIATIVE ANTIFASCISTE A TERAMO!
Giugno 2nd, 2010
VENERDI’ 4 GIUGNO 2010, ORE 18:00, PARCHETTO FLUVIALE TERAMO (ZONA ANTISTANTE CINEMA SMERALDO)
CONCERTO CON
OSS
HOBOPHOBIC
LOBOTOCRAZIA
LA CONGIURA
BESTIAL VOMIT
INCONTRO DIBATTITO SUGLI ARDITI DEL POPOLO
VENERDI’ 11 GIUGNO, ORE 21:00, PIAZZETTA DEL SOLE TERAMO
LA RESISTENZA DELLE DONNE, LETTURA CON ACCOMPAGNAMENTO MUSICALE E NON SOLO!
FATE GIRARE E SOPRATTUTTO VENITE, VENITE!!!
SE ODIATE FASCISMO, SUPREMAZIA, CONTROLLO, COMANDO E GERARCHIA E AMATE LA LIBERTA’!
Anteprima Winter Festival: Frank Gambale in concerto a Civitella
Ottobre 5th, 2008

Frank Gambale, uno dei più grandi chitarristi jazz e fusion viventi, a Civitella del Tronto per l’anteprima del Winter Festival 2009, l’ormai tradizionale rassegna musicale promossa dalla Provincia di Teramo come edizione invernale del Summer Festival. Il Festival della Provincia di Teramo, quest’anno, giunge all’ottava edizione. L’evento, messo in piedi in collaborazione con il Comune di Civitella del Tronto e organizzato dall’associazione Musica & Parole Eventi e da Service Time, è fissato per domenica 12 ottobre, alle ore 21,30, nella Sala polivalente del Comune di Civitella del Tronto (sala consiliare).
Frank Gambale suonerà con una chitarra acustica e si esibirà insieme ad Otmaro Ruiz al pianoforte e ad Alain Caron al basso. Sarà l’occasione per presentare il suo ultimo progetto, “Natural High” , che allude ad una sensazione di “spontanea ebbrezza” perché, dice lo stesso Gambale, “è così che mi sento quando suono con Caron e Ruiz”.
Il concerto sarà anticipato da un evento d’eccezione: nel pomeriggio, a Teramo, nella sede della scuola di musica “Faremusika”, presso l’ex Villeroy & Boch della Gammarana, Frank Gambale e Alain Caron terranno una “clinic”, cioè una lezione, di chitarra e basso a giovani musicisti locali.
L’appuntamento con Gambale costituirà come detto l’anteprima del Winter Festival che, il prossimo anno, avrà tra i nomi di punta Vinicio Capossela (4 febbraio, teatro Comunale, unica data per l’Abruzzo).
Il costo del biglietto d’ingresso per il concerto di Gambale è di 20 euro con posto a sedere. È possibile abbinare al concerto la cena presso il ristorante Zunica 1880 al costo (cena+concerto con tavolo riservato) di 50 euro.
Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 0861/787258.
Per prenotare la lezione con Gambale e Caron è invece necessario contattare “Faremusika” al numero 0861/411951.
Aspettando il 1° Maggio foto……….
Maggio 1st, 2008
Ciao ragazzi,
grande successo della 4° edizione di “Aspettando il 1° Maggio “, l’ormai consolidato festival di gruppi emergenti, organizzato dalla nostra associazione, che anche quest’anno ha visto la partecipazione di numerosi ragazzi.
La vittoria del concorso “il miglior gruppo” è andato ai Banana Masturbation di Ascoli Piceno in quanto è risultato in assoluto il gruppo più votato dal pubblico presente…….
Secondo e terzo posto rispettivamente per Punklastite e Montezuma.
Vi riporto sotto alcune foto della serata
I Gang
Dicembre 8th, 2006
Inviato da Fabio - Fahrenheit 64016
Ha la faccia pulita e fiera di un vecchio contadino, Marino Severini, accompagnato stasera dal solo Sandro con il quale ha dato vita più di vent’anni fa a uno dei gruppi più longevi e importanti della musica d’autore italiana; ha la fierezza tipica di chi si è guadagnato la vita giorno per giorno, di chi ha pagato a caro prezzo il proprio coraggio e la propria coerenza…. Non si lamenta perché è costretto ad esibirsi davanti a un pubblico esiguo e perdipiù distratto, piuttosto per la presenza ingombrante di un palco che lo isola e lo allontana dagli altri. Vorrebbe suonare in mezzo alla gente, parlare, discutere, contribuire con la musica a quella che lui chiama la rifondazione della politica.
E in effetti, una serata con i Gang assomiglia di più a una sagra paesana che a un concerto rock:
Marino parla, scherza, racconta le storie di sempre col suo dialetto affettuoso ed emozionante, si interrompe solo per un sorso di vino rosso o per accendere una ms. E ci canta con l’incontaminata purezza della poesia popolare,gli ultimi sessant’anni di storie d’italia. Non la storia con la s maiuscola , perché quella la scrivono i vincitori, bensì le piccole storie di uomini e donne del popolo che, nonostante le innumerevoli sconfitte, non si sono mai arresi e non hanno mai smesso di lottare: dall’epica della resistenza alla grande epopea della lotta operaia ; e poco importa se i tempi in cui viviamo sono neri e tristi, se la classe operaia è, non solo sconfitta, ma addirittura in disfacimento, perché, ed è questo uno dei più importanti ammonimenti dei Gang, la classe operaia, va sempre e comunque cantata.

E poi la senti la voce di Marino emozionarsi per prima mentre canta gli operai di Sesto San Giovanni o i sette fratelli Cervi, la strage nazista di Sant’angelo o gli occhi da bambino del comandante Marcos. E dall’alto della sua cultura e della sua esperienza di vita ammonisce i più giovani perché si ricordino di chi ha costruito, col cuore e col sangue , la democrazia in questo paese, perché si ricordino dei veri maestri che troppo spesso sono stati dimenticati dalla Sinistra ufficiale: Pasolini, Pazienza, Gramsci Woody Gutrie e Joe Strummer; perché si ricordino sempre che la tradizione comunista in questo paese è bellissima e piena di esempi da seguire; e infine perché possano guardare non al passato delle stragi e della repressione ma al grande umanesimo di razza contadina (più o meno quello che D’elia chiama, in ambito letterario, avanguardia della tradizione) dal quale c’è tantissimo da imparare e che, si badi bene, non è rappresentato dal fricchettume folkloristico delle tarantelle modaiole ormai svendute a mtv, ma da una tradizione viva fatta di valori alieni e opposti a quelli del liberismo.
Ecco perché i Gang sono importanti: perché ci ricordano quello che siamo stati e quello che dovremmo essere; perché ci ricordano che non si è di sinistra solo il giorno delle elezioni, ma sempre, perché essere comunisti, oggi come 100 anni fa, significa sognare una libertà diversa da quella capitalista. Ecco perché “ora e sempre Resistenza”
Gli Offlaga Disco Pax e il ritorno della canzone politica
Dicembre 8th, 2006
Inviato da Fabio - Fahrenheit 64016
Gli Offlaga Disco Pax sono quanto di meglio la musica italiana abbia prodotto negli ultimi 15 anni. E non solo. Sono anche tra i pochissimi continuatori credibili della grande tradizione della canzone politica italiana, quella che passa dal cantautorato d’autore alle sperimentazioni pre e post settantasettine degli Area e dei CCCP. Dato che giudizi così netti possono apparire eccessivi o superficiali, cercherò di argomentarli al meglio ricorrendo ad una breve parentesi storica…… Il punto di partenza imprescindibile è il ’77 –l’epopea sociale non l’anno solare-: spartiacque tra epoche diverse e ultimo barlume rivoluzionario dell’ occidente contemporaneo. Poi gli anni ’80: la vittoria finale dell’edonismo consumista, la morte oppiacea dei sogni, il trionfo borioso dell’ (anti) cultura dei Reagan, dei Bush, dei Berlusconi; il vuoto, l’alienazione, la lenta demolizione dello stato sociale e l’espansione di quel processo disgregante che avrà il suo culmine nel dissolvimento del muro di Berlino e nel conseguente avvento dei una nuova fase capitalista : l’epoca dell’ apertura delle frontiere e del mercato globale.
In questa nuova fase, che coincide quindi con gli anni ’90, i valori che avevano animato la fiaccola libertaria del ’77 SEMBRANO tornare alla ribalta: e nella pratica politica delle lotte e delle manifestazioni di piazza; e nelle tendenze musicali, culturali, artistiche. SEMBRANO. Ma in realtà ciò non avviene. Accade infatti che il nuovo impero capitalista, grazie al controllo oligarchico dei sistemi informativi, conglobi a sé le primigenie e genuine istanze di rivolta e le renda così merce di consumo, prodotti di mercato, svuotandole di fatto di ogni contenuto ideologico per ridurle a pura illusorietà formale.

E’ grazie a questo processo che Che Guevara diviene nulla più che un viso su una maglietta; i centri sociali e le autogestioni il mero pretesto per filmetti di facile commerciabilità degni dell’italietta anni ’50; gli scioperi di piazza niente di più importante di un argomento da talk-show del pomeriggio.
E la musica italiana degli anni ’90 ? E la canzone politica ? Cos’altro poteva essere se non banale ripetizione dei codici musicali e culturali di vent’anni prima ? A livello politico il decennio appena trascorso ha partorito gruppi de-ideologizzati, tante canzoncine simpatiche da ballare alle feste universitarie, ed una montagna di inutili slogan. Di “compagni dai campi e dalle officine” o di “rigurgiti antifascisti”. Per carità, lungi da me porre in dubbio l’onestà intellettuale di alcuno- e chi mi conosce sa quanto abbia amato e ascoltato i vecchi Modena -. Mi limito semplicemente ad osservare che i loro testi sono anacronistici,desueti. E perciò superati, non più sovversivi. I gruppi degli anni ’90 non hanno capito il momento storico che stavano vivendo e hanno continuato a cantare il passato; mai il presente.
Gli Offlaga Disco Pax invece hanno capito che rivolta deve essere attuale – e, almeno in teoria, attualizzabile-. “Ci hanno davvero preso tutto” ci urlano dopo 8 minuti di ipnotica, amara e spietata riflessione davanti alle rovine del comunismo reale, in uno dei pezzi più intensi e riusciti del loro unico- speriamo ancora per poco- album, quel SOCIALISMO TASCABILE che, partendo da episodi autobiografici di vita quotidiana nei quali tutti si possono ritrovare ( alzi la mano chi non ha mai avuto a che fare con un professore ultra reazionario e chi non ha mai fantasticato di storie d’amore con una piccola Rosa Luxembourg in erba), ricostruisce senza retorica né nostalgia gran parte della memoria storica degli ultimi vent’anni del paese.
E oltre alla succitata Tatranki propone almeno altre due perle di rara bellezza e splendore: la rievocativa Cinnamon,geniale cronistoria della sinistra attraverso l’evoluzione della … gomma da masticare!; e la catartica Robespierre, ovvero il comunismo ai tempi della dance,dove il bagaglio di immagini ed ideali del ’77 riemerge finalmente puro ed integro nella sua pienezza di significati, nel fluire scomposto di ricordi depurati dalle scorie dell’alienazione capitalistica. Le immagini si accavallano fino a fondersi in un vortice onirico, in un caleidoscopio elettronico che le incornicia come fotografie limpide, preziose testimonianze di un’epoca basilare per una possibile rinascita culturale nel terzo millennio. E anche se quel mondo è inevitabilmente passato, niente ci vieta di pensare che quegli ideali possano ritornare in auge nel prossimo futuro.
Nell’attesa, gli Offlaga ci aspettano nella piccola Pietroburgo, un paese dove Lenin è ancora il sindaco onorario, dove il sindaco reale “è stato eletto con una maggioranza di sinistra, senza centro”, dove per costruire un cinema bastano “un circolo, 2 progetti, e nel giro di un anno ecco una multisala in pieno centro con film di prima visione che viene gente anche da fuori a vederli”. E dove infine, persino “la scura statua del compagno Lenin” che troneggia sulla piazza principale, trova la forza di indignarsi “travolta da insolito disgusto per tanta imbecillità”. Dove si trova il paese degli Offlaga ? Nella Bulgaria degli anni ’50 ? No, vicino a Reggio Emilia, in Italia, nel 2006